1 ) Ti ricordi il momento esatto in cui hai deciso che avresti fatto lo chef?
Sono nato a Messina nel 1971 dove mi diplomo Perito Agrario. Nel 1990 lascio la mia città per
intraprendere la carriera militare in Guardia Costiera, vista la mia passione per il mare. A causa di
ciò sono giunto a Rimini, dove mi sono poi stabilito.
Ho avuto costantemente una passione latente e sempre crescente per l’arte culinaria trasmessa
probabilmente da mia nonna la quale, ogni giorno in estate, ospitando sempre numerose persone
preparava ciò che allevava e coltivava nella casa di campagna.
Nel 1995 decido per un cambio di rotta, inizio a frequentare corsi di cucina e a studiare da
autodidatta le filosofie dei più grandi chef italiani ed internazionali: Gualtiero Marchesi,
Massimiliano Alajmo, Enrico Crippa, Massimo Bottura, Ferran Adrià, Alain Ducasse, Marc Veyrat,
Heston Blumenthal ecc..
Così comincio a lavorare in cucina e a documentarmi costantemente su tutto ciò che riguarda gli
ingredienti e i rispettivi territori di provenienza. Ho fatto diverse esperienze in vari ristoranti della
riviera adriatica, tra i quali anche alcuni stellati, fino all’aprile 2011: apro il mio ristorante a Rimini
in centro storico, il Ristorante Teatini.
Questo mi permette finalmente di esprimere e sperimentare ciò che da tanto studio: rispetto ed
esaltazione dei sapori della materia prima, utilizzo di prodotti stagionali, contaminazione culinaria
siciliana nella tradizionale cucina riminese e romagnola. E così nasce la mia “ibridazione siculoromagnola”.

2 ) Dove trovi l’ispirazione per creare un piatto?
Il mercato è la mia più grande ispirazione.

3 ) Come definisci la tua cucina?
Fresca, semplice, immediata, contaminata, ibrida.

4 ) Che peso ha la tradizione nella tua cucina?
La tradizione è il fondamento di ogni cucina, a mio avviso. Non si può non conoscere la tradizione
per fare cucina contemporanea. E questa conoscenza è una vera e propria ricchezza, da mantenere e
tramandare anche nei piatti.

5 ) Quali sono le idee innovative che intendi esprimere?
Più che idee, l’innovazione per me è legata alle tecniche moderne e anche alle attrezzature che oggi
abbiamo a disposizione.

6 ) Cosa ne pensi delle tendenze attuali della ristorazione?
Penso che le tendenze, in quanto passeggere, vadano seguite ma con coerenza per non perdere il
punto di vista della cucina in senso stretto che è legata sempre al territorio.

7 ) Quanto è importante la territorialità della tua cucina? Le tue materie prime da dove
provengono?
Il territorio è fondamentale per fare una buona cucina. Chiaramente le mie materie prime sono il più
possibile a km zero e principalmente provengono dai piccoli produttori locali e pescatori che
seleziono sempre personalmente. Anche la stagionalità è fondamentale e comunque non disdegno le
eccellenze provenienti dall’estero.

8 ) Il piatto a cui oggi ti senti particolarmente affezionato?
Oggi e ieri, spaghetto al pomodoro.

9 ) E un piatto che ti piacerebbe aver inventato?
Il Dripping di Gualtiero Marchesi.

10 ) Quali sono gli ingredienti del tuo successo?
La semplicità in tutti i sensi. Intesa come mantenere la purezza intrinseca dei sapori degli
ingredienti, come rispetto profondo della materia, come rispetto verso il consumatore. E poi
determinazione e conoscenza.

11 ) Se tu potessi mangiare solo una cosa per il resto della tua vita, cosa sarebbe?
La frutta.

12 ) Cibo, ristorazione, internet. Cosa ne pensi del web come mezzo di comunicazione per parlare
di ristorazione?
Considero il web un importante mezzo ma solo per raggiungere i giusti canali comunicativi dai
quali, oggi, non si può prescindere. Il web rimane un mezzo comunque “pericoloso” perchè
influenza le persone più di quanto possiamo immaginare ed è un mezzo troppo alla portata di tutti,
per qualsiasi scopo.

13 ) Usi i social networks? Se si, quali? Che esperienza ne hai ricavato?
Assolutamente sì, Facebook e Instagram in particolare. Come detto in precedenza, questi sono
canali comunicativi di cui oggi, soprattutto per un’impresa, non si può fare a meno. Le persone
devono e vogliono essere coinvolte emotivamente, le immagini curiose e le novità quotidiane che
possiamo condividere sono il nostro biglietto da visita giornaliero.

14 ) Lo chef deve essere una buona forchetta?
No, deve essere appassionato.

15 ) Cosa mangi a casa tua?
Per principio tutto quello che è stagionale.

16 ) Qual è il piatto che più ti piace preparare?
Tutto, purchè la materia prima sia assolutamente eccellente.

17 ) Qual è l’ingrediente indispensabile nella tua cucina?
Olio EVO italiano.

18 ) Cosa consiglieresti ad un giovane cuoco che aspira a diventare chef?
Studiare continuamente e fare esperienze all’estero.

19 ) Un consiglio per rimarcare l’originalità italiana di un piatto/prodotto/ristorante?
Dare importanza estrema ai piccoli produttori e alla varietà regionale italiana, coinvolgendo e
sostenendo queste realtà il più possibile.

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