Salve mi chiamo Luigi Destino ed ho 25 anni vivo in Basilicata, precisamente a Melfi (pz) .

Bhe! Cosa dire … come tutti dicono la basilicata non “esiste” e quindi la maggior parte delle mie esperienze le ho realizzate fuori dalla mia regione e quindi fuori di casa.

La mia vita si è sviluppata in 2 fasi per il momento, la prima con nel crescere in un territorio ancora molto vivo dal punto di vista di usi e costumi ma soprattutto di tradizioni.

La seconda fase della mia vita è iniziata nel girare l’Italia, il tutto iniziò all’età di 15 anni (premetto che sono stato sempre attratto e affascinato da questo lavoro) quando iniziai la mia prima stagione estiva appena concluso l’anno scolastico all’alberghiero di Melfi,  per svariati anni prima del diploma la mia vita di svolgeva così : inverno passato (più che tra i banchi) nei laboratori dell’alberghiero  il pomeriggio e i fine settimana lavorando in varie sale ricevimenti e ristorantini della zona, per poi aspettare la fine della scuola e  l’inizio delle stagioni estive.

Conseguito il diploma e liberatomi di un impegno, iniziai a girare tra nord e sud per fare esperienza a tal punto che un giorno dell’ormai lontano “2014” mi soffermai a pensare e così giunse il momento di fermarsi nuovamente, decisi così di intraprendere un nuovo percorso di formazione che mi ha visto impegnato presso la Niko Romito formazione per 5 mesi di corso teorico-pratico e 5 mesi di stage svolto il quel di Valva (sa) presso L’osteria Arbustico (1 stella michelin).

Una volta che il mio percorso di formazione si era concluso rimasi a lavorare presso quest’ultima  per circa 1 anno ; e adesso sono qui, Rientrato alla base  intraprendendo un nuovo progetto in quel del “hotel Il Castagneto” e ristorante annesso “Tre scodelle”  Portando così un po’ di aria “Fresca”

Ti ricordi il momento esatto in cui hai deciso che avresti fatto lo chef?

Il momento che decisi di fare lo chef lo ricordo benissimo e ve lo racconto; un giorno forse avevo 8 – 9 anni eravamo diretti con la famiglia presso una struttura ricettiva per festeggiare un evento, fu cosi che dei miei zii escono fuori la classica domanda che si fa ai bambini “quale mestiere vorresti fare da grande ?” e con lo stupore un di tutti io risposi “voglio fare il cuoco” diversamente dagli altri bambini che la risposta era direzionata verso “il calciatore” .

Così inseguii i miei sogni con abbastanza decisione e impegno e adesso siamo qui con tanto di Impegno e decisione quando ci si imbatte nelle classiche giornate passate tra ordini, menù e “divertimento” in cucina si perché il nostro è un divertirsi.

 Dove trovi l’ispirazione per creare un piatto?

 

L’ispirazione per creare un piatto la trovo principalmente nel mio territorio dove ogni tanto mi soffermo e penso e vado a ricercare gli angoli più nascosti di una terra ancora da scoprire e non nego che molte volte rimango stupito e sorpreso da quello che possa offrire proprio la mia terra.

Tradizioni che sono ancora presenti nella maggior parte delle abitazioni e quindi trasmesse all’intera cittadina, una cosa che mi piace proprio tantissimo è il rispetto delle stagioni che qui da noi è ancora presente e ci teniamo a questo perché la terra offre i suoi frutti e noi possiamo essere solo felici di stare al passo con il ciclo naturale della vita

 Come definisci la tua cucina?  La mia cucina la definisco molto attaccata al territorio, come detto prima rispetto molto la stagionalità e il posto dove realizzo la mia cucina, senza mai abbandonare tecnica e innovazione.

Il connubio Tradizione/innovazione è quello più interessante secondo me , perché andiamo a prendere ricette tipiche e prodotti tipici dei nostri territori e le lavoriamo al tal punto da sfruttare al massimo e al meglio ogni singolo ingrediente

Che peso ha la tradizione nella tua cucina?

Come detto prima e mi ricollego a questo che la Tradizione nella mia cucina gioca un ruolo fondamentale quasi primario, perche se non ci fosse la tradizione non si riuscirebbe nemmeno a lavorare con rispetto il singolo prodotto , quindi vorrei che la parola “Tradizione” nelle cucine non deve mai scomparire

 Quanto è importante la territorialità della tua cucina? Le tue materie prime da dove
provengono?

La territorialità è molto importante per me ma non indispensabile nella mia cucina, perché L’Italia è un paese bellissimo dove si trovano ingredienti buoni e prodotti buoni dappertutto quindi perché non valorizzare al meglio anche prodotti di altre regioni insieme a quelli della propria terra ?

No Problem, la cosa che mi preme ribadire è : L’importante che tutti i prodotti vengano lavorati con dignità e senza maltrtattamenti

 Il piatto a cui oggi ti senti particolarmente affezionato?

Il piatto a cui oggi sono particolarmente affezionato si chiama “Baccalà in gazpacho” il classico esempio di tradizione e innovazione.

Questo piatto è nato dalla ricetta tradizionale di un semplice baccalà in umido con cipolla, peperoni, pomodori, pensando un attimino questa ricetta subito l’ho collocata in un gazpacho andaluçiano cosi tra prove e controprove sono arrivato al punto di servire questo piatto così: Baccalà cotto a bassa temperatura in sottovuoto con una pasta di noci e polvere di tarallo e subito a tavolo arriva una piccola teiera con dentro il “mio” gazpacho (estrazione a crudo di : cipolla, peperoni, pomodori, cetrioli ed erbe aromatiche come rosmarino, basilico e menta) prettamente fredda da versare al centro del piatto caldo.

 E un piatto che ti piacerebbe aver inventato?

Uno dei piatti che mi piacerebbe aver inventato è L’assoluto di cipolle dell chef Niko Romito , perché quello è un piatto che racchiude alla perfezione le caratteristiche citate prima. Tradizione e innovazione tutta la vita ……..

 

Se tu potessi mangiare solo una cosa per il resto della tua vita, cosa sarebbe?

Se potessi mangiare una sola cosa per il resto della mia vita sarei in serie difficoltà, sono molto vari gli ingredienti che mi piacciono molto ma se dovessi scegliere e non ci sarebbero alternative sceglierei l’acciuga e o alici; un ingrediente molto sano e proteico

Cibo, ristorazione, internet. Cosa ne pensi del web come mezzo di comunicazione per parlare
di ristorazione?

Il web è un ottimo mezzo di comunicazione per quanto riguarda tutte le attività, ma deve essere sfruttato al meglio, pubblicizzando partendo dall’ingrediente vivo ovvero privo di lavorazioni per poi far capire come lo si cerca di lavorare. Molto favorevole al progresso e alla tecnologia per far si di trasmettere al commensale il concetto di amore verso il nostro lavoro che non si sofferma solo nel preparare pietanze ma far capire tutte le fasi di lavorazione e passione che ci mettiamo nel trasformare gli alimenti in piatti ; perché dietro ogni lavorazione e preparazione ci sta un ragionamento valido..

 Lo chef deve essere una buona forchetta?

Lo chef secondo me deve essere una buona forchetta ed è quasi obbligatorio che lo sia, perché deve essere in grado di poter provare anche le cose più strane esistenti nel pianeta. Lo chef deve prendere spunto da tutto per iniziare un ragionamento che poi lo porterà allo studio, lavorazione e servizio di una pietanza. Lo chef infondo io lo definisco: “un bambino curioso che fa tante domande” ponendosi a sua volta tante domande.

 Cosa mangi a casa tua?

Mangiare a casa? Domanda di riserva ci sta? No vabbè dai a casa si cerca di mantenere uno standard valido e ragionevole sulle cose da mangiare con un giusto apporto di carboidrati, proteine anche se alcune volte ci si imbatte in ingredienti magari non lavorati al meglio, ma ricollegandoci al punto precedente diciamo che ci salviamo sotto questo aspetto perche uno chef deve assaggiare e provare un po’ tutto , se no non si può mai rendere conto tra le cose ottime e le cose scadenti; ogni tanto anche a noi è concesso il cibo “spazzatura”.

 Qual è l’ingrediente indispensabile nella tua cucina?
Gli ingredienti principali ed indispensabili nella mia cucina sono 2, importanti si ma alla fine 2 piccoli ingredienti che proprio non posso fare a meno e sono: il rosmarino e l’acciuga o alici. Il primo non si può fare proprio a meno toglietemi il rosmarino ed io non cucino più, il profumo intenso e gli oli essenziali che riesce a rilasciare nelle preparazioni sono fondamentali e ottimi sposandosi bene con il 99,9 % delle preparazioni. Il secondo ovvero l’acciuga potrei farne un uso più ragionevole anche se questo tipo di ingrediente è molto collegato con il territorio e la tradizione .

 

 Cosa consiglieresti ad un giovane cuoco che aspira a diventare chef?
Difficile per me consigliare qualcosa ad un giovane cuoco che vuole diventare chef data la mia giovane età, ma una cosa mi sento in dovere di dire in riguardo: professiamo il nostro lavoro sempre con passione, determinazione e con quella voglia come se fosse sempre il primo giorno in cucina.

 Un consiglio per rimarcare l’originalità italiana di un piatto/prodotto/ristorante?

il suggerimento per rimarcare l’originalità Italiana e mantenerla è: manteniamo alte le tradizioni culinarie di ogni regione così facendo possiamo solo portare avanti ed in alto il nome ITALIA quindi ogni cuoco, chef e chiunque faccia questo tipo di mestiere; non facciamo scomparire le tradizioni anche le più piccole solo quelle ci possono portare avanti ottenendo ottimi risultati.

Non cancelliamo il passato, pensando al futuro dando sempre uno sguardo a chi ci ha preceduto.

0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

CONTATTACI

Non siamo qui in giro adesso. Ma puoi mandarci una mail e noi saremo da te il prima possibile.

Sending

©2018 COAGENCY network  !

Food Italy |MDS srl  | | Powered by COAGENCY - Copyright © 2018   MDS S.r.l. - All Rights Reserved |

or

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

or

Create Account